Questione… di posti
Commentando il Vangelo di questa Domenica (Lc 14,1.7-14), Paolo Curtaz suggerisce un grosso rischio per noi, oggi, e la risposta di Gesù:
“Sei quel che appari, vali se ti si nota, sopravvivi se finisci in qualche metro di pellicola come comparsa di uno dei talk show di successo. Il dramma è che qualcuno ci crede, che pensa che sia quella la strada, che l`origine della propria insoddisfazione consiste nell`invisibilità. Peggio: il mondo senza Dio si scopre esigente, moralista, spietato nei giudizi, intransigente (con gli altri). Aiuto!
Ma, grazie a Dio, Gesù ci dona un messaggio opposto: non hai bisogno di mostrarti, di apparire, tu vali. L`autostima che nasce nel tuo cuore non è misurata dalle tue abilità, no, ma dal fatto che sei pensato, voluto e amato dal tuo Dio. Tu vali, questo è il messaggio della Scrittura, sei prezioso agli occhi di Dio”.
Tutto può essere un’occasione per pensare all’apparire oppure per curare l’essere; anche il tempo di vacanza.
A questo proposito, ecco un pensiero di Giovanni Paolo II:
Carissimi Fratelli e Sorelle!
In queste ore moltissime persone stanno tornando dalle vacanze, per riprendere la loro vita ordinaria. Desidero augurare a quanti sono sulle strade un viaggio sereno, condotto con quella prudenza che è sempre necessaria, che diventa indispensabile nei giorni di traffico intenso. Cerco di immaginare quello che passa nell`animo di chi torna da un periodo di distensione, magari a lungo desiderato, ed ora già concluso. Forse si affollano sensazioni contrastanti: gioia e nostalgia, ricordi belli e brutti, magari un senso di delusione. Si è di nuovo direttamente alle prese con le abituali preoccupazioni e con i soliti fastidi. Insomma, si torna alla realtà quotidiana, con la sua concretezza, i suoi problemi, le sue pesantezze. Tutto questo potrebbe anche deprimere. Ma c`è un antidoto contro la depressione. Quale? Avere nel cuore un grande ideale, dei valori autentici, che consentano di dare un senso alla propria vita. E` questa la condizione del vero cristiano. Egli può coltivare un fiducioso ottimismo, perché ha la certezza di non camminare da solo. Inviandoci Gesù, il Figlio eterno fatto uomo, Dio si è avvicinato a ciascuno di noi. In Cristo Egli si è fatto nostro compagno di viaggio. Se il tempo inesorabilmente avanza, infrangendo spesso anche i nostri sogni, Cristo, Signore del tempo, ci dona la possibilità di una vita sempre nuova. Nel vocabolario giornalistico, il grande flusso di persone che si spostano per andare in vacanza e per ritornare a casa, è detto spesso "esodo" e "contro-esodo". Sono espressioni che hanno un lontano "sapore biblico". L`Esodo, com`è noto, è il grande evento di liberazione del popolo eletto dalla schiavitù egiziana, mentre, in prospettiva cristiana, evoca il Mistero pasquale e il cammino che l`uomo è chiamato a compiere mettendosi al seguito di Gesù, che ci libera dal peccato e ci apre alla comunione con Dio e con i fratelli.
La vita cristiana è tutta un "esodo", ossia un cammino di progressivo avvicinamento alla casa del Padre. Viviamo, carissimi fratelli e sorelle, questo "esodo" spirituale e non permettiamo alle cose materiali di assillarci fino a costituire l`unico orizzonte della nostra vita. Riscopriamo la gioia di alzare lo sguardo al cielo, per dare a tutto una dimensione più interiore, più profonda, più ricca di speranza.
La Vergine Santa ci metta nel cuore il senso della vita come di un viaggio da compiere in compagnia di Dio, proprio come è stato per Lei. Il Vangelo, in effetti, ce la presenta più volte in cammino, sia prima che dopo la nascita di Gesù, fino all`ultimo viaggio che la condusse sotto la Croce. Ella ci appare così "pellegrina" sulle strade tracciate dal disegno divino. Invochiamola come "Santa Maria del cammino", mettendoci sulle sue orme e sentendoci accompagnati dal suo amore materno.
(Giovanni Paolo II – Angelus del 30 agosto 1998)